LE FERRATE

La storia delle ferrate lecchesi

La forma concreta del comune ideale cosi definirei le nuove vie ferrate Gamma,
“Le vie attrezzate o dicasi vie ferrate, dischiudono molte nuove possibilità”. In un’epoca in cui il progresso e le comodità fan sì che l’uomo se ne stia quasi sempre seduto, quelle vie sono un invito ad evadere, a fuggire le malattie del secolo e a ritrovare sé medesimo”.
Reinhold Messner – Settembre 1982.

Da quassù, si può vedere uno tra i luoghi più belli del mondo, come diceva “Alessandro Manzoni”. Il Lario è un vero gioiello nel cuore della Lombardia, una regione ricca di fascino, con una grandissima varietà di scenari unici d’importanza culturale e paesaggistica.

Insieme al gruppo delle Grigne, quella del Resegone è la catena di vette che più caratterizza il lecchese, sia per la sua conformazione e per la fisionomia inconfondibile a “denti di sega”, sia perché montagna enfatizzata nei “Promessi Sposi” di Manzoni e simbolo della città di Lecco.

Le nostre vette non rappresentano soltanto una magnifica cornice che abbraccia la nostra città, ma sono un punto d’eccellenza verso il mondo e una ricchezza preziosa del nostro territorio, che si offre in tutta la sua bellezza a tutti gli appassionati che, nel pieno rispetto della natura e dell’ambiente vogliono visitarlo per vivere esperienze e momenti d’emozione vera.

Le due ferrate Gamma che salgono sulle pendici del Monte Resegone, montagna che caratterizza la città di Lecco, sono l’emblema che il Gruppo Alpinistico Gamma di Lecco realizzò 45 anni or sono, come dono concreto a questo meraviglioso territorio e alla sua città.

Salire le due ferrate vuol dire, oltre al poter vivere delle impressioni straordinarie, godere di una magnifica vista su tutta la città di Lecco e su tutta la Brianza con i suoi stupendi laghi.

DUE PILLOLE DI STORIA SULLE FERRATE GAMMA

“E’ l’estate del 1978 quando 14 alpinisti hanno un’idea visionaria: una via ferrata che salisse il Pizzo d’Erna. L’idea viene condivisa e fortemente sostenuta da due grandi nomi come quelli di Carlo Mauri e Walter Bonatti che in più occasioni vanno a studiare il percorso di questa ferrata. La cordata si mette all’opera, tutti i materiali vengono portati a spalla. Il cantiere si sviluppa tra il 23 settembre e il 23 dicembre 1978: 3000 ore di lavoro, 600 metri di funi e catene, 160 metri di scale, 350 chiodi e altrettanti fori, 5000 chili trasportati a spalla da questi amici e dai loro famigliari durante i week-end. Oggi, pensando a cosa è diventata la ferrata Gamma, possiamo dire che quella fu un’intuizione futuristica. Uno sforzo enorme e una forza di volontà esemplare diedero vita a una delle più belle ferrate delle alpi per quei tempi”.

“Numeri che però non dicono tutto perché la differenza la fecero le persone, l’amicizia, lo spirito di cordata, la tenacia, lo spirito di gruppo e il senso di appartenenza a una comunità alla quale veniva fatto un dono. Oggi come allora, 43 anni dopo, la differenza l’hanno fatta le persone: una grande cordata ha ripetuto questa magia. Un progetto di riqualificazione cominciato il 21 luglio 2019 con la triste chiusura delle nostre ferrate a seguito delle nuove normative emesse. Quella sera ci siamo guardati in faccia e l’unica certezza era che non potevamo mollare. La riqualificazione e la nuova inaugurazione delle ferrate Lecchesi, avvenuta nel marzo del 2022, manifesta la volontà di tutti gli attori presenti di essere vicini al territorio con fatti concreti e sensibilità per tutelare e valorizzare un luogo unico e affascinante. Ringrazio tutti quanti hanno creduto e collaborato, senza riserve, a questo progetto.

A nome di tutti i soci Gamma auguriamo un futuro di grandi opportunità.

L’obiettivo di riqualificare nel 2022 questi due itinerari, con moderne attrezzature secondo le nuove normative in vigore è quello di consegnare alle future generazioni percorsi splendidi con standard di sicurezza elevati.

Questo importante segnale di concretezza conferisce ancora una volta lustro alla nostra città, lascia ai territori montani interessati un’eredità infrastrutturale eccezionale e testimonia il nostro impegno per le montagne lecchesi, che vanno conservate e valorizzate in onore dei nostri soci fondatori come per tutti gli appassionati sportivi di oggi e nel futuro.